L’arte nel creare dialogo con Ridha Ibrahim

L’arte nel creare dialogo con Ridha Ibrahim

Molte fedi nella preghiera
Lara Bortolai

Lara Bortolai

08 maggio 2023

L’arte nel creare dialogo con Ridha Ibrahim


Di / Lara Bortolai

Nell’ultima fredda sera dello scorso gennaio con un piccolo gruppo della redazione di Babel abbiamo visitato due mostre speciale tra le sale che si affacciano sul portico dell’Abbazia di San Paolo D’Argon. A distanza di qualche mese ho chiesto a Ridha Ibrahim, curatore di “Salam”, la mostra fotografica, e marito di Antonella Zanchi, i cui ricami erano appesi alle pareti per l’altra esposizione, di rispondere a qualche mia domanda.

Come è nata l’idea delle due mostre?


L’esposizione delle mie fotografie e quella dei ricami di mia moglie, di cui farò il portavoce – non le piace stare sotto i riflettori (ride), allora le farò da manager io oggi -, sono state organizzate all’interno di una bella iniziativa di Fileo qui in Abbazia. Si trattava della settimana tematica “Religioni a servizio della fraternità”, sette giorni dedicati al dialogo interreligioso, in particolare con l’Islam. Per l’occasione sono
stato invitato ad esporre i miei scatti e ho deciso di intitolare la mostra “Salam”, termine che fa parte della tipica espressione di saluto e augurio nel mondo arabo e che significa “pace”. Le fotografie vogliono raccontare esperienze di incontro tra la comunità bergamasca e quella musulmana e documentare alcuni momenti di dialogo interreligioso, alcune, ad esempio, sono le foto della festa dell’Aid (fa riferimento all’Aid el-Fitr, la festa della rottura del Ramadan, dopo l’ultimo giorno di questo mese sacro ndr), dove
c’erano l’Imam e i fedeli, ma a cui aveva presenziato anche il vescovo Francesco Beschi. La mostra di mia moglie, invece, raccoglie alcuni suoi ricami di versi del Corano, come la prima Sura ad esempio, e di detti e proverbi famosi. L’ha intitolata “Dal punto croce ai punti di incrocio” e voleva essere il suo modo di rendere la bellezza della calligrafia araba.


Come mai dei ricami?


Una grande passione di mia moglie è proprio il ricamo, la lavorazione a maglia, è la sua forma espressiva. Il ricamo, poi, è un’attività universale, non appartiene a una cultura specifica, o meglio, appartiene un po’ a tutte, può essere quindi un bel canale di dialogo. Nel suo caso è stato il modo in cui ha approcciato la calligrafia araba che è molto complessa e che già di per sé credo esprima un’artisticità. È una scrittura di design! Mia moglie, poi, è una delle volontarie di “Mani di mamma O.D.V.”, un’associazione che si occupa di realizzare corredi con materiali delicati per neonati prematuri.


Qual era l’obiettivo delle due mostre, pensi sia stato raggiunto? Che significato ha avuto per te esporre a Bergamo?


L’obiettivo era lo stesso della settimana tematica e di tante altre iniziative organizzate da Fileo, in primis Elena, don Sergio e Giancarlo, che ringrazio molto: creare dialogo, far parlare attraverso l’arte due culture. La mia mostra e quella di mia moglie erano anche un modo per far dialogare artisticamente la mia cultura musulmana con la sua cristiana. E sì, sicuramente obiettivo raggiunto! Il riscontro è stato molto positivo e non si è ridotto a quella settimana, la mia è una mostra work in progress, continuo a scattare foto e ad arricchirla e quella di mia moglie è stata poi esposta anche altrove, a Como, è stata una gran soddisfazione. Ho avuto anche modo con l’iniziativa della “Biblioteca vivente” (sempre organizzata in Abbazia) di farmi libro da sfogliare, di raccontarmi e raccontare il mio lavoro. È stato per me motivo di orgoglio e gioia esporre le fotografie a Bergamo; io sono di Albino, in questi anni ho vissuto Bergamo e dintorni intensamente, partecipando a tanti momenti di incontro, e li ho fotografati. Penso che la mia mostra abbia arricchito la mia città e l’iniziativa, così come è sempre arricchente il rapporto di lavoro e amicizia che mi lega allo staff di Fileo.


Posso farti una domanda più personale? Tu e tua moglie come coppia mista avete mai vissuto nell’incontro delle vostre diverse culture qualche difficoltà?


Lei è bergamasca doc e io tunisino doc. Stiamo insieme da tantissimi anni - più della tua età! (22 anni ndr) – e viviamo insieme le rispettive feste e tradizioni, insomma, doppi festeggiamenti! Le nostre difficoltà sono quelle di qualunque coppia di esseri umani, non sono fatiche legate alla diversità delle nostre culture. Viviamo insieme a prescindere da quello in cui crediamo o altro, le difficoltà sono solo umane, universali, non di una o dell’altra cultura.


Grazie Ridha, e un saluto anche ad Antonella.

Qui di seguito metto il link di un video sulla mostra realizzato da Fariha e suo marito, che stanno seguendo con noi un corso di formazione giornalistica, in Afghanistan entrambi già esercitavano per un’emittente
locale e ora hanno un attivo canale YouTube su cui è, appunto, caricato questo video: https://youtu.be/mp02p6Yz9Fk
Se volete conoscere di più riguardo a Ridha: www.ridhamusic.com


E per approfondire le opere di Antonella:

https://instagram.com/antonellahandmade?igshid=YmMyMTA2M2Y=

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